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OBIETTIVI

PRIMA DI TUTTO "PER IL LAVORO"

Unire le forze e le idee degli avvocati, Per Il Lavoro, serve a porre le basi di una rivoluzione culturale.
Stanchi di occuparci del diritto del lavoro "della crisi", economica ed aziendale, delle norme e delle procedure che consentono di ridurre i costi sopprimendo o sospendendo rapporti di lavoro, proviamo a confrontarci su ipotesi di "sviluppo", industriale ed occupazionale.
Tra Avvocati e con i nostri Clienti non dovremmo parlare solo del "collegato lavoro" o pensare a come trasferire all'Inps i costi del lavoro che "non serve", ma alimentare speranze di crescita, di prospettive, proprio attraverso l'occupazione, applicando apprendistato, inserimento ed incentivi alle assunzioni.
Dobbiamo assolutamente partecipare, con il nostro contributo di idee, all'elaborazione e messa a punto dell'annunciato statuto dei lavori, del codice della partecipazione e di ogni altro strumento utile ad "occupare", a dare lavoro, dignità e reddito, al cittadino.
Far ripartire il lavoro e l'economia significa creare nuovi spazi di sviluppo, consulenziale e non solo contenzioso, della professione forense.
Unendoci, elaborando e proponendo novità e soluzioni, nella nostra materia, potremmo finalmente dare un chiaro segnale della consapevolezza che gli avvocati sono la spina dorsale del Paese, sul piano intellettuale, culturale ed etico.
Non siamo spiumati avvoltoi, artefici di inutili liti, ai quali rendere ogni giorno più arduo l'accesso agli uffici, alle iscrizioni a ruolo, alle udienze, per costringerci ad accordi e soluzioni alternative alla tutela giurisdizionale.
Restituiamo al mittente l'idea che gli avvocati, oggi, sono diventati un problema per la giustizia.
Non attendiamo più che ci piovano sul capo, per poi contemplarle in convegni, novità normative e organizzative inaccettabili.
E' l'ultima occasione per essere protagonisti di una stagione in cui gli avvocati possono unirsi "per il lavoro" ... anche per il loro lavoro.

DOV'E' LA VITTORIA?
 
E' iniziata una stagione importante per gli Avvocati, durante la quale dobbiamo decidere se vogliamo subire, lamentandoci solamente, gli attacchi che provengono dalla politica e dai “poteri forti”, o se abbiamo il diritto e il dovere di reagire rispetto al tentativo del legislatore di soppiantarci, nel nostro lavoro, con dipendenti e collaboratori delle grandi imprese (questo il senso della liberalizzazione e la pertinenza del tema con la manovra del mese di agosto) non solo trasferendo il contenzioso in sedi private ove si prescinde dal diritto (con la mediazione e presso gli organismi autorizzati) ma continuando a disincentivare l’accesso alla giustizia con ulteriori ostacoli, costituiti dall’incremento esponenziale dei costi (del contributo unificato, nelle forme appena varate) e dall’introduzione di nuovi balzelli anche in materie esenti, come in materia di lavoro.
 
C’è un silenzio assordante, sulla stampa ed anche sul web, rispetto a questi nuovi provvedimenti e soprattutto sul disastro organizzativo degli uffici giudiziari, dove i pochissimi dipendenti rimasti in servizio sono estenuati dall’operatività quotidiana.
Ma non possiamo accettare che la strategia o, meglio, la resa dello Stato consista nel precludere l’accesso alla giustizia, rendendo sempre più difficile e costosa la tutela giurisdizionale.
 
Gli Avvocati stanno già pagando il salatissimo conto di trovarsi ad operare in medio, recependo dai cittadini e dalle imprese una sempre più importante domanda di giustizia e subendo, con loro, il rifiuto delle Istituzioni di offrire sedi, personale e mezzi adeguati (nonostante il cittadino ora sopporti il peso del contributo unificato, oltre a pagare tutte le imposte).
 
E’ chiaro ed espresso, oramai, il disegno strategico di sopprimere la nostra categoria, di chiuderci definitivamente la bocca, non solo denigrandoci alla stregua dei “parassiti sociali” della pubblicità televisiva, ma togliendoci concretamente il lavoro e facendoci mancare i mezzi e gli Uffici.
 
Ma è possibile che il Presidente del nostro Consiglio dell’Ordine inneggi alla vittoria quando, in questo scenario, è riuscito ad “ottenere” dall’ex Ministro della Giustizia solo l’introduzione dell’assistenza tecnica, di un legale, nelle mediazioni?
 
Tu cosa vuoi fare? Vuoi rinunciare al Tuo lavoro? Aspiri davvero a fare il mediatore anziché l’Avvocato? Vuoi ancora tendere o stendere la mano a questi interlocutori?
 
Noi non abbiamo mai gridato VITTORIA, neanche vincendo le cause più difficili, contro l'iniquo regolamento delle specializzazioni ed ottenendo che l'obbligatorietà della mediazione finisse alla Consulta.
 
Preferiamo chiederci, come Goffredo Mameli, “DOV’ E’ LA VITTORIA?”, cercandola ogni giorno, lavorando ed ora difendendo la nostra meravigliosa professione. Per questo andremo anche a manifestare nelle piazze, il 6 e il 7 ottobre, come deciso venerdì dagli Stati Generali dell’Avvocatura riuniti a Roma.
 
Ci vediamo nelle prossime settimane e non solo per la formazione.
 
In alto i cuori e soprattutto i cervelli.

FORMAZIONE GRATUITA - CREDITI FORMATIVI

Gli Avvocati non debbono pagare per aggiornarsi professionalmente.
Gli Avvocati dispongono di un patrimonio di competenze e di esperienze che nessun'altra categoria professionale può permettersi, hanno il dono dell'eloquenza che spesso manca ad altri nobili professionisti.
Per attingere a tale immenso patrimonio occorre solo l'iniziativa di invitare il Relatore più preparato sui temi di maggior interesse, affinchè possa generosamente e gratuitamente offrire ai Colleghi il suo sapere sullo stato dell'arte di una materia e, soprattutto, le idee che occorrono perchè possa realizzarsi quello che ancora non esiste e che gli Avvocati, purtroppo, non trovano il tempo e il modo di esprimere.
Il dovere di aggiornamento professionale noi lo concepiamo così.
Si preparino a rispondere all'invito dell'Avv.Paola Pezzali, coordinatrice della nostra sezione Corsi, soprattutto i Colleghi che hanno più esperienza didattica e di Aula.
Cercheremo sempre di affiancare al Relatore Avvocato un Magistrato, per integrare le competenze e le informazioni sui singoli temi.

OSSERVATORIO UFFICI GIUDIZIARI

Le udienze di lavoro del Tribunale civile di primo grado e della Corte d'Appello, di secondo grado, si tengono da qualche anno in palazzi diversi e distanti quasi tre chilometri l'uno dall'altro. 
L'accesso alle iscrizioni a ruolo, anche per le cause di lavoro, è divenuto da un paio d'anni a questa parte un "lavoro" da appaltare riservato alle agenzie di servizi.
E' pressochè impossibile, per segretarie, praticanti ed avvocati, aggiudicarsi un "numeretto" per riuscire a fare ciò che prima, con un maggior numero di cause iscritte a ruolo, veniva assicurato da due persone che si distinguevano per cortesia ed efficienza.
Le cancellerie, che servono l'attività di più magistrati, sono aperte ma spesso manca il personale e, come in un'occasione convegnistica ha affermato il Presidente Gallo, "è un miracolo che si trovino i fascicoli il giorno dell'udienza".
In udienza è oramai scomparsa la figura del cancelliere ed è oramai disapplicato, quanto alla redazione del verbale, il disposto del vigente art.57 c.p.c. . Alcuni Magistrati scrivono a mano, personalmente, il verbale. Altri affidano agli avvocati e ai praticanti la mansione dell'Ufficio. Molti, oramai, verbalizzano al computer, da soli, eccezioni e dichiarazioni a verbale degli Avvocati e le risposte dei testimoni, rispondendo così con efficienza alle carenze di personale e di mezzi, ma rendendo difficoltosa la partecipazione attiva del difensore al processo verbale che spesso e per necessità è "per riassunto".
Tutto ciò perchè mancherebbero i fondi per bandire nuovi concorsi pubblici o per retribuire personale che serve alla Giustizia molto più delle riforme che continuiamo a leggere.
APL, che conosce i compiti e l'impegno del Consiglio Giudiziario, sarà pronta a segnalare i più gravi disservizi e a formulare, con la necessaria insistenza, proposte di soluzione al vero problema ... senza mai fermarsi a criticare e a lamentarsi solo del fatto che la crisi dell'organizzazione sia stata dolosamente ordita nei Palazzi dell'Amministrazione Giudiziaria.

PROTAGONISTI DEL FUTURO

Noi ci siamo!
Una Categoria viva e attenta, provata ma non arresa all'ineluttabilità di quanto sta accadendo, attraverso Leggi e Regolamenti.
Mediazione obbligatoria e Collegato Lavoro, Sentenze interpretative di norme processuali con portata retroattiva, Formazione a punti e Specializzazioni da conseguire in Aula con corsi a pagamento ed esami, rottamazione dei processi civili con l'ausiliario che istruisce le cause sentendo, prima, i testimoni ed elaborando, poi, progetti di sentenza.
Difendere i nostri Clienti è sempre più difficile. Ma non potremo riuscirci se non troviamo le forze ed il tempo per difendere, in questa stagione, lo stato di diritto, il processo e la possibilità di tutelare i diritti dei cittadini, dei Lavoratori e delle Aziende, nelle Sedi Giudiziarie.
La conciliazione deve essere un'opportunità da cogliere non l'unica soluzione per evitare il peggio.
Sembra incredibile ma come finirà dipenderà solo da noi.
Qualcuno ci ha insegnato che Chi non prova a costruire il futuro che desidera deve accontentarsi del destino che gli capita.  

GIUSTIZIA DEL LAVORO A ROMA E NEL LAZIO

L'Associazione è proprietaria della rivista telematica di giurisprudenza del lavoro "Giustizia del Lavoro a Roma e nel Lazio", una rivista professionale a contenuto scientifico in corso di iscrizione al Registro per la Stampa e l'Informazione del Tribunale di Roma.
L'obiettivo che perseguiamo è rendere consultabili le decisioni più importanti di primo e di secondo grado in materia di lavoro e condividere la conoscenza degli orientamenti più importanti della giurisprudenza di merito romana e laziale, che le riviste tradizionali troppo spesso trascurano nonostante la qualità tecnica e la rilevanza di molte pronunce.
Non si tratta di una banca dati ma di un servizio irreperibile aliunde ed utilissimo per gli avvocati laburisti del nostro Foro.
Le massime redazionali e la brevità dei commenti inseriti a cura dei più giovani collaboratori dei più importanti studi romani di diritto del lavoro agevola il reperimento di informazioni importanti per la qualità del comune lavoro.
Abbiamo edificato una palestra virtuale ed "aperta", condivisa dagli avvocati del lavoro, che la sostengono esclusivamente con i loro contributi associativi, non intendendo subire alcun condizionamento di parte.
Il coordinamento editoriale è affidato all'Avv. Alessandro Ruggiero.